Latest Posts

MY RELAIS & CHATEAUX EXPERIENCE

Sabato mattina: Malpensa, check in e in un paio d’ore mi sono ritrovata in territorio Francese. Parigi mi ha accolta con un meraviglioso sole e l’Hotel Marquis Faoubourg Saint-Honoré con quel calore che solo gli hotel Relais & Chateaux hanno.

L’hotel Marquis Faoubourg Saint-Honoré è la new entry di Relais & Chateaux, questo piccolo gioiello del XVIII secolo dispone di 15 suites ed è situato nel centro del quartiere dello shopping di Parigi, dove il lusso e l’eleganza sono senza tempo.

Appena entro nell’hotel, mi sento subito a casa: una piccola reception e un confortevole salottino mi accolgono all’ingresso con un calore familiare, come se fossi entrata nel salotto di casa mia, o meglio, della casa dei miei sogni. A questo punto mi raggiunge Melissa Morandi, la figlia del proprietario, che racconta come nasce il Marquis FSH. È l’architetto Michele Bönan, che fa rivivere quest’hotel curandolo con grande nobiltà e rispetto per la sua storia, creando un ambiente moderno, caratterizzato dal lusso e, allo stesso tempo, dal comfort di una dimora familiare.

La mia suite è la numero 11. Melissa mi spiega che è la favorita dell’architetto, quella che lui aveva disegnato per sè. Io subito me ne innamoro follemente: spazi non troppo grandi, accoglienti, un grande letto illuminato dalla luce che filtra dalle tende, un piccolo camino e un tavolino, sopra il quale trovo una lettera di benvenuto e dei deliziosi macarons. Il bagno è un trionfo di marmo, con grandi specchi ed un’illuminazione perfetta. Non manca proprio niente.

La mattina seguente, il risveglio è stato letteralmente dolcissimo: colazione in camera con croissant, baguette, burro e marmellata e poi via al mercato. Esatto, perchè questo weekend a Parigi si è festeggiata la Festa della Gastronomia e per quest’occasione Relais & Chateaux ha allestito un vero mercato agricolo al centro del quartiere di Pigalle. Non era un semplice mercato, bensì un luogo in cui i prodotti genuini Francesi venivano esaltati al meglio. Con lo scopo di dimostrare la bontà e la ricchezza dei prodotti del loto territorio e condividere il loro entusiasmo per il bene dell’agricoltura, 10 Chef Relais & Chateaux e i loro produttori hanno offerto workshops e creato degustazioni per tutti i presenti. Il mercato era un trionfo di profumi, colori e di allegria.


  
  

  
  
  
  
  
 Per l’ora di pranzo sono sono stata portata al Saint James Paris, il principale Relais & Chateaux della città, per deliziare di un favoloso brunch. L’hotel mi ha colpito molto: arredato in pieno stile Relais & Chateaux, è caldo e accogliente. Le suites sono tutte molto differenti e particolari, ognuna ha una sua propria e distinta personalità, per adattarsi perfettamente allo stile e alle esigenze di ogni cliente. Ma finalmente, è ora di pranzo, o meglio, di brunch! Entrando nel ristorante dell’hotel sento immediatamente un sacco di profumi che mi fanno venire l’acquolina in bocca, prendo posto al tavolo e mi dirigo verso il sontuoso buffet: croissants, baguettes, marmellate e burro aromatizzato, proseguendo poi verso il salato: insalate, uova con bacon, prosciutto o salmone, vellutate, fritti di mare, affettati e ovviamente gli immancabili formaggi francesi. Macarons, pasticcini e crepes sul banco dei desserts. Un vero weekend in stile Relais & Chateaux.


  
  
  
  
  

ELBA MINI GUIDE

Le vacanze estive sono alle porte ed una delle domande che mi viene fatta più speso in questo periodo è: vacanze? Dove vai di bello?

La maggior parte delle persone si aspetta che risponda elencando mete esotiche strabilianti ma in realtà c’è solo un posto dove amo andare durante le vacanze estive: l’Isola d’Elba. Il mio amore incondizionato per quest’isola deriva dal fatto che ho vissuto lì qualche anno della mia vita, ci sono cresciuta, ecco. Poi sicuramente anche dal fatto che è un’isola bellissima, mare splendido e spiagge bellissime dove poter trascorrere in tranquillità le proprie vacanze. Ecco qua una piccola guida ai posti che preferisco dell’Elba.

Innanzitutto, come arrivarci? In molti mi chiedono come si arriva sull’isola, se c’è un aereo o dove si prende il traghetto. L’aereo c’è, sì, ma io sono sempre andata lì in macchina prendendo il traghetto che parte da Piombino. Solitamente il mio itinerario inizia dal treno. Partendo da Milano, per raggiungere la toscana vado sempre in treno fino a Firenze. Trovo che sia il mezzo più comodo ed efficace per raggiungere un posto nel minor tempo, da quando utilizzo il servizio Masterpass di Mastercard, non devo neanche più perdere tempo per inserire i dati della carta di credito al momento dell’acquisto del biglietto. Se non lo conoscere, ve lo consiglio vivamente. È semplice e sicurissimo per lo shopping online, cosa di cui sono praticamente dipendente. Basta creare un account gratuito sul sito della banca e personalizzarlo in base ai dati delle tue carte e gli indirizzi di spedizione. È a disposizione di centinaia di migliaia di esercenti presenti online o su app e tra le altre aziende che lo hanno già lanciato ci sono anche Trenitalia ed Italo, appunto. Tra Masterpass, i pagamenti Contactless e quelli NFC tramite smartphone non sarei dire quale sia il più comodo, non posso più farne a meno e sono felice che anche in Italia stiamo facendo grandi passi verso questo tipo di innovazioni.

Per chi di voi non lo sapesse, la tecnologia NFC (Near Field Communication) consente ai consumatori di effettuare i loro pagamenti tramite i loro device mobili, dunque uno smartphone. E’ veramente troppo comodo per essere vero.

Comunque, una volta prenotato il biglietto, dunque, arrivo a Firenze e da lì con la mia macchina o insieme ad amici o familiari mi dirigo verso Piombino. Un’oretta di traghetto et voilà, eccomi sull’isola del mio cuore.

Io frequento molto la zona di Porto Azzurro e Capoliveri, i miei paesini preferiti. Capoliveri è in alto, sopra il mare, è un gioiellino di qualcosa come 4000 abitanti, amo fare un giro tra le sue vie di sera e fare acquisti nei negozietti locali. Porto Azzurro invece, un po’ più grande, si affaccia sul mare ed è proprio il paese dove io ho abitato. Lì potrete provare uno dei miei gelati preferiti in assoluto alla Casa del Gelato, bere un aperitivo al Curandero (non ho ancora trovato un locale che fa drink così buoni da nessuna parte, neanche a Milano!) e cenare in alcuni dei migliori ristorantini del paese: Tamata, il Giardino, il Cutty Sark.

Per la movida notturna, invece, è necessario spostasi nel versante occidentale dell’isola, a Marina di Campo, dove si può bere drink fino a tardi al Garden Beach o sulla spiaggia al Paglicce. Per chi vuole scatenarsi in discoteca, il Club 64 vi conquisterà e ne diventerete affezionati anche dopo solo una serata.

Per quanto riguarda le spiagge da non perdersi, l’Elba è tutta bella, io adoro girarla in barca, scovare le piccole calette e fare il bagno dove l’acqua è più blu. Di spiagge ce ne sono tante, tutte belle e tutte diverse. Io frequento molto quella del Lido di Capoliveri, nel golfo stella, ma tra le più gettonate ci sono Cavoli, Fetovaia, la spiaggia di Sansone, le Ghiaie, Felciaio, la Cala del Frati, Lacona e Laconella.

Ciò che amo dell’Elba è che è un’isola ancora abbastanza selvaggia, incontaminata dal turismo di massa e da discoteche invadenti, c’è spazio e tempo per tutti: per il divertimento, per i giovani, per le famiglie ed i bambini, per rilassarsi e godersi una vacanza perfetta.

MONDO CONVENIENZA APRE A SERRAVALLE

Inaugura a Serravalle Scrivia il nuovo store Mondo Convenienza e per l’occasione, io sono andata a scoprire più da vicino il loro mondo. Un’area di 3mila e 346 metri quadri, con centinaia di stand espositivi che, come ogni punto vendita mondo convenienza, rispetta il territorio e si ispira a quest’ultimo, stavolta, quindi, alla tradizione più vicina all’entroterra collinare. Si colloca a cavallo tra due realtà: la meravigliosa costa delle Cinque Terre, che con la sua tradizione ittica e portuale ha ispirato la ricerca di oggetti d’arredo, e le colline della provincia di Alessandria, che rivive in dettagli dal sapore rustico.
Per l’occasione, Mondo Convenienza ha organizzato una mattina all’insegna del loro mondo e alla scoperta del nuovo negozio: un tour degli interni e un’aera food dinamica e divertente.
Ciò che mi ha colpito del loro universo è la semplicità, l’intimità e la gentilezza con la quale questa grande famiglia ha accolto me e accoglie ogni suo cliente, facendoti sentire proprio come a casa. Durante la mattinata ho addirittura avuto il piacere di, letteralmente, mettere le mani in pasta, e imparare a cucinare le famose graffe napoletane, la cui ricetta è sempre diversa e ognuna ha un segreto differente. Voi le avete mai cucinate? Qual’è il segreto della vostra ricetta? Curiosissima di conoscerlo, vi saluto pensando a uno di quei deliziosi dolcetti e all’affetto che mi ha trasmesso la grande famiglia di Mondo Convenienza.IMG_6921IMG_6953

BENVENUTA #NEGRONIWEEK!

E’ ufficialmente iniziata!

Dal 5 all’11 giugno, torna la #NegroniWeek, la settimana dedicata al cocktail creato intorno al 1919, a Firenze, dall’omonimo conte Camillo Negroni che, vogliosi di cambiamenti solo un suo viaggio a Londra, terra del gin, ordinò un Americano chiedendo di sostituire alla soda proprio un tocco di gin.

Così nacque il Negroni, drink che oggi celebra una settimana a lui dedicata all’insegna della beneficenza, promossa da Campari, in collaborazione con Imbibe USA.

Nata nel 2013, la #NegroniWeek è oggi una vera istituzione che conta sulla partecipazione di oltre 60 paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Italia, Germania, Australia, Nuova Zelanda e Singapore.

Vede protagonisti bar e ristoranti di tutto il mondo che, in onore dell’iconico cocktail a base di Campari, gin e vermouth rosso, raccoglieranno fondi e sensibilizzeranno i consumatori verso cause benefiche importanti (potete vedere tutti i parner benefici sul sito!).

Io parteciperò, e voi?

Vi saluto con la ricetta ufficiale del drink! Secondo la prestigiosa Official Drink List della IBA (International Bartenders Association), tra i principali ingredienti di questo cocktail, divenuto un classico contemporaneo in tutto il mondo, vi è proprio il Campari.

Ingredienti:

  • 3 cl di Campari
  • 3 cl di gin
  • 3 cl di vermouth rosso
(Campari consiglia l’utilizzo di Vermouth Cinzano Rosso 1757 e Bankes o Bulldog Gin.)

Preparazione:

  • Versare tutti gli ingredienti direttamente in un bicchiere già pieno di ghiaccio
  • Mescolare con cura
  • Guarnire con mezza fetta di aranciaSchermata 2017-06-06 alle 10.03.43.pngSchermata 2017-06-06 alle 10.04.09.png

 

 

EAT, STAY & SHOPPING IN WEST HOLLYWOOD

West Hollywood, o WeHo per semplificare le cose, è uno dei miei quartieri preferiti di Los Angeles. E’ in una posizione perfetta per visitare la città, tra Hollywood e Beverly Hills, è sia relativamente vicino al mare che al resto della città. Lo adoro perché è una zona che pullula di ristoranti, negozi e mercatini. Ecco dunque cosa non potete assolutamente perdervi a WeHo.

 

Melrose Avenue è decisamente la mia via preferita della città. E’ molto lunga e la parte che preferisco è appunto quella che si trova a west Hollywood. Ci sono tantissimi negozi interessanti e originali, da Nasty Gal, allo store di Rachel Zoe, da Marc Jacobs a Dash, il famoso negozio delle sorelle Kardashian. Si respira un’atmosfera calma e tranquilla di giorno e molto fashion di sera. Mi piace moltissimo passeggiare per Melrose Place soprattutto la domenica mattina: un chai latte da Alfred Tea e un giretto del farmers’ market è il modo perfetto per iniziare la giornata. Proprio accanto ad Alfred Tea c’è The Apartament by The Line, un contemporary shop molto bello che, se mi seguite,  sicuramente visto nelle mie foto su Instagram.

Il Pali House Hotel è uno dei miei preferiti nella zona: un piccolo gioiello di design, si trova a quattro isolati da Melrose Avenue in una posizione molto strategica per visitare la città e le sue suites sono vere e proprie casette: spaziose, ben arredate e confortevoli, con cucinotto a disposizione per chi volesse rilassarsi e consumare i pasti dentro la temporanea residenza californiana. Una delle cose che amo di più di questo hotel è il ristorante, il Mardi Restaurant, e la colazione (che potete richiedere ancien camera): un’abbuffata del loro delizioso avocado toast è assicurata. Vicinissimo all’hotel troverete Shake Shack, una tappa obbligatorio per gli amanti del fast food.

Per quanto riguarda i ristoranti, in questa zona c’è l’imbarazzo della scelta. Tra i miei preferiti, di cui vi avevo già dettagliatamente parlato, ci sono Gracias Madre, Wolf, Catch, il Mardi Restaurant e l’italiano Cecconi’s, perfetti per una cena in stile hollywoodiano. Per un pranzo o una colazione vi consiglio di provare Urth Cafè, Zinque e uno dei miei preferiti: Backyard Bowl, dove mangerete le acai bowl più buone di sempre!

 

IL MONDO DI GIACOMO A MILANO

Giacomo Bulleri è uno dei nomi più noti della ristorazione Italiana e a Milano, i suoi ristoranti, sono una vera e propria istituzione. Il primo del il quale io sono venuta a conoscenza è Il Bistrot, è uno dei miei ristoranti preferiti a Milano e ve ne avevo parlato tempo fa anche qua sul blog. Giacomo, però, non è solo bistrot, ma è un insieme di diverse realtà che io ho avuto piacere di scoprire un bellissimo tour dedicato, poco tempo fa. Tutto inizia nel 1958, con l’apertura del Ristorante da Giacomo, che si afferma velocemente come uno dei migliori della città. Successivamente arrivano appunto il Bistrot,  la Tabaccheria, la Pasticceria, il ristorante Giacomo Arengario e il Caffè. Il mio tour è iniziato in Tabaccheria: antichi mobili parigini, vetrine anni ’20 e il bancone di una macelleria di fine anni ’20 creano un atmosfera magica e atemporale, entrare a far colazione lì è come fare un tuffo nel passato. La colazione qua non è tutto, perché la Tabaccheria è anche una piccola boutique gastronomica dove si possono acquistare prodotti confezionati del territorio italiano, marchiati proprio Giacomo. Un esempio? Le deliziose Peschiole, una varietà di pesce nettarine raccolte prima che inizi il processo di maturazione e conservate in agrodolce. Il tour è proseguito in pasticceria. Al vostro ingresso, preparatevi ad essere inondati da un profumo a dir poco inebriante di dolci e torte appena sfornati. Tutto è bello alla vista e delizioso al gusto, soprattutto lei: la Bomba di Giacomo. Due dischi di sfoglia farciti con crema chantilly al mascarpone e fragole di bosco danno vita a quello che è il dessert must dei suoi ristoranti. Abbiamo dunque proseguito al Bistrot, luogo che io amo, per un aperitivo molto interessante a base di deliziosi drink aromatizzati accompagnato da alcuni finger food tipici del locale, come la frittura e gli arancini di riso, semplicemente fenomenali! Anche qua, l’atmosfera ricorda quella di un vecchio bistrot parigino: con luci soffuse e libri che ricoprono le pareti. Per il pranzo, invece, ci siamo spostati al Ristorante Giacomo Arengario: non ero ancora mai stata in questa location esclusiva, più moderna rispetto alle altre realtà e dove si può ammirare una delle migliori viste della città. Sì, perché il ristorante è situato esattamente di fianco al Duomo e una volta seduti a tavola la vista sulla piazza e sulla cattedrale è davvero mozzafiato. Il menù, principalmente a base di pesce, presenta piatti tradizionali rivisitati in chiave moderna, come il carciofo ripieno di tartare di gambero e l’ossobuco di rana pescatrice.

E voi, siete mai stati in una delle realtà di Giacomo? Quale tra tutte preferite?

SOULGREEN ITALIA

Finalmente lo scenario healthy food milanese si sta evolvendo: stanno nascendo sempre più spesso locali vegetariani o vegani decisamente buoni e belli. Uno di questi è Soulgreen, recentemente aperto in Piazzale Principessa Clotilde. Il locale è molto bello: luminoso e accogliente, con grandi tavoli in legno e piante che pendono dal soffitto. Il menu è vasto e interamente plant-based: dagli hamburger, alle insalate, alle fantastiche bowl. Amo molto questo tipo di piatto che ho avuto il piacere di provare in California. Si chiama bowl perché il cibo è servito proprio in una ciotola, è un piatto ricco, completo e bilanciato: c’è quella messicana, con fagioli neri, riso integrale, crema di avocado, anacardi, peperoni e cipolla, la Lebanese Bowl con quinoa e verdure miste, La Thai con curry e riso rosso, la Indian dai sapori indiani e la Asian bowl con wok di verdure e funghi shitake. Io ho assaggiato quella messicana ed era veramente buonissima, sicuramente ci tornerò per provare anche la loro colazione visto che, udite udite, fanno persino un’ottimo chai latte!

fullsizeoutput_11eaProcessed with VSCO with a3 preset

AVOCADO TOAST: MY FAVORITE IN MILAN

Oggi voglio parlarvi di un piatto in particolare, uno dei miei preferiti: l’avocado toast. Premetto, però, che non sono qua per farvi una lezione da esperta su questo piatto, cosa che non sono, ma semplicemente vi dirò che cosa penso di questa ricetta e dove trovare la più buona, secondo me, tra quelle che ho avuto il piacere di assaggiare a Milano.

Molto comune negli Stati Uniti,  l’avocado toast non è un piatto che si trova così frequentemente in Italia, giusto a Milano, ultimamente, qualche locale si è lanciato inserendolo nel menù. Per quanto mi riguarda, i migliori avocado toast li ho mangiati in California, più precisamente a Los Angeles, dove il concetto di questo piatto è tutt’altra cosa di come poi lo interpretiamo qua. Ho notato che, in molti locali, non viene utilizzata una vera ricetta, elaborata e pensata, ma viene semplicemente presa una fetta di pare, il più delle volte pure mediocre, e adagiate sopra qualche fetta di avocado. Se proprio va bene con una spruzzata di pepe o paprica. Questo per me non è un avocado toast. Partendo dal presupposto che, essendo un piatto con soli due ingredienti protagonisti, quelli dovrebbero essere esaltati al massimo, deliziosi e impeccabili, quindi pane fresco, appena sfornato, di prima qualità e avocado lavorato abbastanza da evidenziarne il suo sapore delicato. Come? Siccome non sono qua a dare consulenza gratuita non ve lo dirò, ma vi dirò qual’è l’avocado toast a Milano che finora ho preferito. fullsizeoutput_114a.jpeg

Lo trovate in via Panfilo Castaldi, da Mantra Raw Vegan. Esatto, avete capito bene, l’avocado toast che preferisco a Milano è addirittura crudo e vegano. Se non ci credete vi sfido, andatelo ad assaggiare e ditemi che cosa ne pensate. Questo avocado toast mi piace perché mi ricorda la California, se chiudo gli occhi mentre lo assaggio potrei immaginarmi di essere sulla spiaggia di Malibu o in qualche cafè a Melrose. E’ fatto con con pane crudo ai semi misti, pachino affumicato, finocchio al limone, erbe e fiori. Sapori ben bilanciati e in armonia tra di loro, risultato di una ricetta, appunto, alquanto elaborata, studiata e pensata con intelligenza. Non mi meraviglia che sia Mantra Raw Vegan ad aggiudicarsi il primo premio, visto che, in quanto a ricette appartenenti al trend healhy life molto in voga nella west side, il locale è davvero all’avanguardia.

Vi consiglio vivamente di provarlo, non ve ne pentirete! Se non avete tempo potete anche fare come me: ordinatelo a casa la sera e gustatevelo la mattina a colazione. E se conoscete qualche altro avocado toast degno di nota, mi raccomando, fatemelo sapere! Correrò ad assaggiarlo e a dirvi che cosa ne penso!